Intervista a Claudia Corsolini – Montecatone Rehabilitation Institute

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Abbiamo chiesto a Claudia Corsolini, responsabile del “Programma Abilitazione & Vita Indipendente dell’Istituto di Montecatone”, Ospedale di riabilitazione, di descrivere le caratteristiche principale della struttura in cui opera. Ecco le risposte, molto puntuali, che ci ha dato.

Quali sono le caratteristiche principali che caratterizzano Montecatone? In che cosa si distingue da altre strutture riabilitative simili?

Montecatone è un ospedale classificato come Ospedale di Alta Specialità, pertanto l’accesso è riservato alle situazioni più gravi. Montecatone è monospecialistico: ricovera solo persone che hanno avuto una lesione midollare (di fatto quasi 120 posti letto), e in una misura inferiore (22 posti letto) persone che hanno una grave cerebro lesione acquisita.
Questa è una prima caratteristica distintiva: in Italia le altre “Unità Spinali” – ovvero i reparti ospedalieri destinati al trattamento delle persone con lesione midollare – non sono presenti in tutte le regioni, e in molte regioni hanno pochissimi posti; le US più grandi hanno al massimo 30-40 posti. Questo consente di accumulare qui più esperienza specifica che in qualsiasi ospedale simile.
Le caratteristiche di Montecatone sono incompatibili con il modello della “Unità Spinale Unipolare” descritto dalla normativa nazionale (Unità Spinale all’interno di un Ospedale multidisciplinare) ma la scelta strategica della regione Emilia Romagna per la gestione di problematiche sanitarie di alta complessità è comunque il modello Hub & Spoke: viene individuato un centro di riferimento regionale per le fasi più acute (Hub) e questo centro fa da perno per tutta l’assistenza fornita a livello territoriale nei diversi presidi della rete. Montecatone è l’Hub principale per le lesioni midollari e uno dei 5 Hub per le gravi cerebro lesioni acquisite; in coerenza con l’impostazione della rete regionale, Montecatone ha intrapreso una serie di accordi con le aziende sanitarie della regione, nell’ottica della “Unità Spinale Integrata” (USI). Il percorso USI con l’azienda Usl di Bologna è oggetto di una certificazione di qualità ad hoc, pertanto ogni anno tutti gli indicatori relativi ad ogni fase, dalla gestione del trauma fino al rientro a casa, sono esaminati con la collaborazione di operatori di tutta la rete e associazioni degli interessati. Questo consente di avere molta attenzione per tutte le fasi del percorso e una continua tensione verso il miglioramento.

L’Ospedale di Riabilitazione

Quali sono gli aspetti critici che ti sentiresti di sottolineare, sia interni a Montecatone sia nel rapporto tra Montecatone e il resto del sistema riabilitativo (medici, altre strutture, organizzazione del sistema sanitario, ecc.)?

Dal punto di vista societario, la nostra particolarità è che abbiamo forma giuridica di società per azioni, ma il capitale è interamente detenuto da enti pubblici (Asl Imola 99.5% circa, Comune di Imola per la parte restante).
L’Ospedale da anni registra un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 100%, di cui oltre il 60% da fuori regione. Non è quindi possibile dare risposta immediata a una serie di problematiche tipiche della lesione midollare cronica, come forse sarebbe nelle speranze di diversi ex pazienti della Regione che temono che le complicanze “semplici” diventino “gravi” perché non trattate in modo adeguato in strutture meno specializzate. Non sono molti gli Ospedali in grado di trattare con competenza queste complicanze (in primis lesioni da pressione, problemi viscerali) di conseguenza i tempi di attesa per queste necessità sono più lunghi di quanto vorremmo e di quanto sarebbe utile per i pazienti.
L’iter normale per accedere come paziente del Servizio sanitario nazionale prevede un filtro da parte del fisiatra del territorio di residenza, che può decidere diversamente dalla richiesta.
Come detto, il numero alto di posti rende questa struttura attrattiva anche per pazienti che arrivano da fuori regione (soprattutto dal sud).
Infine Montecatone ha da sempre una vocazione formativa molto spiccata, ma non sempre è facile trasferire ai colleghi dei servizi territoriali quelle competenze che servirebbero a rispondere alle esigenze dei pazienti in modo diffuso sul territorio.

L’ingresso carrabile dell’Ospedale di Riabilitazione

A parte le problematiche fisiche relative alle malattie o ai traumi, quali sono gli aspetti più faticosi e dolorosi che devono affrontare i vostri pazienti, sia sul piano medico, sia sul piano umano, sia nel percorso di reinserimento in società?

Le patologie che portano al ricovero a Montecatone comportano una disabilità che impatta su tutte le sfere della vita: i problemi clinici sono variegati e ne consegue quasi sempre la necessità di ripensare le scelte professionali, la casa, lo stile di vita, le relazioni familiari e sociali.
Le difficoltà più grandi derivano dai problemi di tipo viscerale (in particolare gestione e complicanze della vescica e dell’intestino) e dalla gestione del dolore; l’impossibilità di camminare e quindi l’uso necessario della carrozzina con il tempo perde la connotazione di vergogna, ma espone a forti spese per abbattere le barriere architettoniche; sono necessari ausili per la mobilità, per la vita quotidiana, per la comunicazione ecc. ma non tutto viene riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale (quindi le persone vanno incontro a spese ingenti). L’accesso a tutti i diritti richiede un grande dispendio di tempo ed energie nell’affrontare percorsi burocratici complessi, frammentati e spesso inutilmente ripetitivi.

L’Ospedale è immerso nel verde

La struttura ha degli strumenti (associazioni o altro) o una rete di realtà che gli consente di lavorare non solo sul piano terapeutico e riabilitativo, ma per costruire progetti individualizzati di accompagnamento, di sostegno e di potenziamento delle persone e delle famiglie che entrano in contatto con Montecatone?

In questo momento abbiamo una serie di collaborazioni (vedi schema seguente) che ci consente di ampliare il ventaglio delle risposte fornite a pazienti e familiari. Nell’arco del triennio abbiamo l’obiettivo di ampliare l’offerta, per quanto possibile, con alleanze che diano risposte anche nel campo del ritorno al lavoro.

AttivitàInterlocutore 2017

Gestione volontariato proprio e coordinando tutte le realtà

Fondazione Montecatone Onlus

Condivisione comunicazione esterna

Fondazione Montecatone Onlus, Coop. Casa Guglielmi

Gestione uscite e eventi ricreativi

Fondazione Montecatone Onlus, AUS Montecatone

Supporto alla pari

AUS Montecatone

Scuola in Ospedale

Ist. Scappi Castel San Pietro (scuole superiori), Ist. Comprensivo 6 Imola (scuola dell’obbligo)

Invio volontari

Associazioni di volontariato imolese (Auser, Unitalsi, CRI, AUS)

Laboratori di Pittura e di oggettistica

Ass. Paraplegici Emilia Romagna – Vignola

Ping pong e laboratorio musicale

ASD Sport è vita

Utilizzo foresteria, ambienti per riunioni, per addestramento pazienti e parenti

Coop. Casa Guglielmi

Aiuti per famiglie bisognose

Fondazione Montecatone Onlus, AUS Montecatone, Coop. Casa Guglielmi

Sportello amministrazione di sostegno e informazioni di tipo legale

Anmic, Anmil

Mediazione cultural

Coop. Solco

Incontri di educazione sanitaria per caregiver

Associazione In-salute

Alternanza scuola-lavoro

Scuole superiori imolesi

Riabilitazione equestre

ASD Aiasport

Sportello telefonia e videogiochi

Fondazione Asphi Bologna

Interventi assistiti con animali

ASD Chiaramilla

Corsi stampa 3D e Arduino, consulenze per TO

Fablab Imola

Programma Rieducazione attraverso il Gesto Sportivo, Sportello di informazione sullo sport paraolimpico

CIP regionale, impianti sportivi del territorio

Laboratorio fotografico

Associazione Willy The King Group

Supporto educativo Unità Operativa Gravi Cerebrolesioni Acquisite

Coop. Per Luca

Utilizzo autodromo per prove

Formula Imola

Bocce

Bocciofila Imola, Ass. sportiva “E pass e temp”

Autodifesa

ASD Tiger’s den

A tuo avviso quali sono le informazioni utili a un paziente (o a un suo familiare) che deve iniziare un percorso riabilitativo e che gli consentano di fare una scelta più consapevole e più aderente alle sue necessità?

Per quanto riguarda i pazienti in fase acuta, le patologie di cui si occupa Montecatone richiedono un ricovero appropriato e il più tempestivo possibile, per cui quello che è importante è garantire al paziente di poter raggiungere rapidamente il posto giusto. Nel sistema regionale dell’Emilia Romagna, sono previsti tre Ospedali “Trauma center” a cui sono indirizzati tutti i pazienti appena subiscono una lesione, dopodiché i pazienti con lesione midollare devono essere indirizzati per la riabilitazione a Montecatone (o a Villanova d’Arda per chi risiede nella zona di Parma e Piacenza).
Dopo la dimissione dal primo ricovero esiste la possibilità di una scelta dell’interessato per l’accesso a Montecatone (in ricovero ordinario, in DH o in trattamento ambulatoriale) per il trattamento di eventuali complicanze, tenendo presente però che Montecatone normalmente ricovera persone a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN); negli ultimi 12 anni abbiamo avuto solo due casi di pazienti stranieri che hanno richiesto il ricovero pagando (personalmente o tramite la propria assicurazione) le spese per la degenza.

Le domande più frequenti che le persone fanno alla nostra struttura tramite l’Ufficio relazioni con il pubblico riguardano:

  • la possibilità di accogliere pazienti che hanno una patologia diversa da quella prevista (“un mio parente ha necessità di trovare una struttura riabilitativa, ho sentito parlare bene di Montecatone, posso mandarlo da voi anche se non ha lesione midollare o grave cerebro lesione acquisita?”);
  • la possibilità di accogliere pz. con lesione midollare o grave cerebro lesione acquisita in fase non acuta (“posso venire da voi adesso che sto per essere dimesso da un ospedale simile al vostro?”);
  • le possibilità di trattamento – in regime ordinario o di DH;
  • i tempi di attesa per le diverse necessità.
    Su questi punti, progressivamente stiamo aggiornando le informazioni che garantiamo attraverso il sito istituzionale e tutti gli altri strumenti di comunicazione (rivista semestrale, radio web, pagine sui principali social media, ufficio stampa).

Dopo la riabilitazione, cosa aspetta le persone? Come preparate le persone a ritornare alla loro vita dopo le dimissioni? Avete possibilità di azione (e come) anche nella fase post-riabilitativa?

Sappiamo che le persone e le loro famiglie vanno incontro a una fase di almeno due anni in cui tutta la vita va riprogrammata in base alla nuova condizione; trovare una nuova stabilità in mezzo alle difficoltà oggettive anche economiche, alle barriere architettoniche e culturali, alle necessità burocratiche e – ultimo ma non per importanza – alla ridefinizione del proprio ruolo nel quadro degli affetti della famiglia, non è facile. Dalla recente ricerca che abbiamo fatto con il metodo della Medicina Narrativa si conferma che con il passare del tempo le persone con lesione midollare trovano progressivamente un nuovo equilibrio, mentre per il caregiver (il familiare o colui che si prende cura di una persona ammalata o disabile) il passare del tempo non diminuisce in maniera significativa lo stress.
Il nostro Programma Vita Indipendente prevede che durante il ricovero si attivino tutte le opzioni possibili di “Empowerment delle capacità e delle competenze” (attraverso Scuola in ospedale, laboratori ricreativi, creativi o professionalizzanti, progetti di diffusione delle informazioni attraverso i diversi mezzi di comunicazione), “Palestre di vita” (attività sportive, uscite riabilitative in ambienti pubblici o domestici, con particolare riferimento alle sperimentazioni in autonomia o con il proprio familiare), “Supporto alla pari” (contatto diretto con pari durante il ricovero, segnalazione di “pari” che vivono nel territorio di origine e sono disponibili a fare da tramite nella fase del rientro) e di attivazione delle risorse del territorio di provenienza (servizi sociali o sanitari).
Immaginando che con fase post-riabilitativa intendiamo la fase successiva alla dimissione da Montecatone: l’azione diretta che possiamo fare dopo la dimissione riguarda la presa in carico clinica come follow up e gli eventuali accessi agli ambulatori o al DH per prevenzione/trattamento delle complicanze, o per rifiniture del percorso riabilitativo. Un’altra richiesta costante, che passa attraverso i canali informali della telefonata all’operatore di cui si ha un buon ricordo, è la richiesta di chiarimenti, di informazioni per il medico curante, di prescrizioni che lo specialista locale non sa come gestire… Da questo punto di vista, oltre ad impegnarci per produrre opuscoli informativi sulla prevenzione delle principali complicanze, vorremmo migliorare il servizio specialistico verificando la fattibilità di percorsi sperimentali in cui i nostri professionisti possano, anche a distanza (utilizzando metodologie semplici come ormai le tecnologie consentono), dare risposte puntuali ad esigenze delle persone o anche degli operatori del territorio, che spesso hanno scarsa dimestichezza con le particolarità della patologia.
Nel tempo abbiamo riscontrato che come Ospedale non riusciamo ad avere voce in capitolo per quanto riguarda esigenze altrettanto importanti rispetto alla parte clinica – come il lavoro, le necessità di tipo residenziale, le problematiche di accesso ai diritti ecc. Per questi ambiti, peraltro, offriamo ogni possibile collaborazione (compatibilmente con la nostra mission), alle associazioni attive su tutto il territorio nazionale.

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