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Disturbi neurologici: come riconoscerli e curarli

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Con il termini "disturbi neurologici" intendiamo delle disfunzioni del sistema nervoso, che causano sintomi di tipo fisico o psichico. Molti disturbi neurologici sono congeniti, ovvero presenti sino dalla nascita, altri sopravvengono più tardi. Oltre alla terapia vera e propria, è importante per il paziente affetto da disfunzioni del sistema nervoso intraprendere un valido percorso riabilitativo.

I disturbi neurologici sono delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Questo si divide in:

  • centrale (SNC), costituito dal cervello e dal midollo spinale, è atto a regolare emozioni e ragionamento; Inoltre invia a tutte le altre parti del corpo segnali da interpretare;
  • periferico (SNP), formato dai nervi che si irradiano dal midollo, è deputato al movimento, sia volontario che involontario, di organi come cuore e polmoni. Recepisce le informazioni che arrivano dal cervello.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che circa un miliardo di persone della popolazione mondiale è affetto da disturbi neurologici e che determinano la morte di 7 milioni d’individui l’anno.

Questi dati non si possono ignorare infatti la scienza sta impiegando molte delle sue risorse per trovare dei metodi di cura e di prevenzione a tali patologie.

Quali sono le malattie neurologiche?

Alterazioni del sistema nervoso centrale o periferico possono determinare delle patologie, attualmente quelle conosciute sono più di 600 e si classificano nei seguenti ambiti: 

  • difetti genetici, questi sono ereditati da entrambi (geni recessivi) o dai singoli (geni dominanti) genitori. Possono esordire a partire dall’infanzia o manifestarsi in avanti con l’età. Quelle più conosciute sono: la distrofia muscolare, con un’incidenza maggiore nella popolazione maschile, porta alla progressiva degradazione della contrazione dei muscoli, morbo di Huntington determina un’alterazione sia fisica che mentale, spina bifida preclude la possibilità di movimento degli arti inferiori associata anche al controllo degli sfinteri, epilessia [1] a seconda della gravità porta alla comparsa di convulsioni, che interessano tutto il corpo, associate o meno alla perdita di coscienza;
  • malattie cerebro-vascolari, la maggior parte di queste ha origine a partire da un ictus, che determina il mancato afflusso di sangue in una determinata regione corporea. La maggior parte delle volte viene interessato il cervello che, in queste circostanze, riporta alterazioni transitorie o permanenti. La causa alla base dell’interruzione della circolazione risiede, la maggior parte delle volte, in un trombo cioè un ammasso solido costituito da cellule coagulate e colesterolo che si stacca dalla sua sede e può occludere un vaso sanguigno;
  • infezioni causate da agenti come batteri, virus e funghi che colonizzano porzioni del sistema nervoso. Quelle particolarmente pericolose sono le meningiti e le encefaliti che possono portare alla perdita di mobilità negli arti e, nei casi più gravi, alla morte;  
  • tumori, si tratta di masse di tessuto con crescita incontrollata che possono svilupparsi in qualsiasi parte del corpo, quindi anche nel sistema nervoso; 
  • lesioni al midollo o cervello si determinano a causa di danni fisici dovuti a forti impatti che interessano soprattutto il cranio e la schiena. Questi portano alla morte delle cellule nervose che non possono rigenerarsi;
  • disturbi neurodegenerativi, i più conosciuti sono il parkinson e alzheimer [2,3], in entrambi c’è una componente genetica legata a fattori esterni che determinano alterazioni cellulari. Siccome il loro esordio non avviene in tutti i soggetti nella stessa fascia di età i ricercatori si stanno interrogando su quale sia la loro causa scatenante, come poterle prevenire e curare per arginare la dilagante diffusione di questo tipo di patologie.

Se vuoi approfondire il tema delle malattie neurologiche puoi leggere il nostro articolo al riguardo.

Sintomi delle malattie neurologiche

Ci sono dei segnali che possono costituire un campanello d’allarme e far presagire la comparsa di una malattia neurologica, per approfondimenti e per una diagnosi certa bisogna, però, rivolgersi a un medico specializzato in quest’ambito, chiamato neurologo.

La presenza di uno o più dei seguenti sintomi deve indurre a prenotare una visita presso uno specialista: 

  • mal di testa molto forti e prolungati nel tempo che non si affievoliscono anche in seguito alla somministrazione di farmaci antidolorifici;
  • perdita di sensibilità agli arti, con ridotta capacità di movimento;
  • ridotta forza nei muscoli;
  • alterazione nella capacità tattile, con difficoltà nell’avvertire le temperature e la superficie degli oggetti che si afferrano;
  • vertigini e capogiri;
  • svenimenti occasionali e improvvisi;
  • problemi nel ricordare le cose legati, in modo particolare, a eventi accaduti non molto indietro nel tempo;
  • difficoltà a concentrarsi, avere la sensazione di testa vuota e dei momenti di “spegnimento” dei pensieri;
  • contrazioni involontarie e tremori;
  • alterazioni visive con problemi di messa a fuoco e difficoltà nell’individuare con esattezza gli oggetti vicini e lontani;
  • irregolarità nel sonno con difficoltà all’addormentamento, narcolessia o movimenti molto vigorosi delle gambe;
  • difficoltà nel parlare e nell’elaborare un discorso;
  • dolore in alcune parti del corpo;
  • sbalzi di umore;
  • difficoltà nel deglutire e nel controllare lo sfintere urinario;
  • alterazione di gusto e olfatto.

Esami per una diagnosi certa

Il medico, prima per procedere a una diagnosi certa, oltre che un’intervista al paziente per raccogliere i sintomi lamentati, che abbiamo descritto nel paragrafo precedente, può prescrivere i seguenti esami strumentali per essere certo delle sue deduzioni:

  • elettroencefalogramma, si pongono degli elettrodi sul cranio del soggetto per valutare l’attività del cervello, si usa spesso per diagnosticare tumori o infiammazioni;
  • angiografia, permette di vedere, tramite la somministrazione di una sostanza di contrasto, tutti i vasi sanguigni del corpo, aiuta a capire se ci sono dei restringimenti pericolosi e potenziali sedi dove si può verificare una trombosi;
  • TC (Tomografia Computerizzata) crea un’immagine del cervello in 3D utile per rilevare neoplasie [4] o danni traumatici;
  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), permette di vedere in modo dettagliato gli organi e valutare eventuali danneggiamenti ai nervi;
  • elettromiografia, valuta l’attività dei muscoli tramite la rilevazione degli impulsi elettrici trasmessi;
  • puntura lombare, con questa si estrae un campione di liquido cerebrospinale che poi verrà analizzato per vedere se ci sono tracce di sangue o altri contaminanti;
  • esame del sangue e urine, serve per valutare la salute generale del paziente e vedere se in circolo ci sono alcuni marker specifici delle singole patologie.

Cura e riabilitazione

Ogni paziente affetto da una malattia neurologica ha un piano terapeutico personalizzato che descrive i farmaci che deve prendere e i loro dosaggi. Questo viene stabilito dal neurologo e deve essere soggetto a revisione ogni 6 mesi.

I medicinali somministrati hanno la funzione di regolare i neurotrasmettitori e assicurare una vita quanto più normale possibile al paziente. Quest’ultimo, inoltre, deve essere sottoposto a esami periodici per valutare i livelli delle sostanze che ha in circolo e in generale la sua buona salute.

Parallelamente a questa cura, dalla maggior parte dei medici è consigliata una riabilitazione.

Leggi il nostro articolo sulla riabilitazione neurologica, per approfondire il tema e saperne di più.

La fisioterapia può fare molto per allenare la muscolatura del paziente, infatti la totalità delle malattie che colpiscono il sistema nervoso, oltre che alterazioni cognitive, creano difficoltà nei movimenti. 

Le attività consigliate nell’ambito della fisioterapia sono:

  • trattamento del dolore, si tratta di una terapia specifica che punta all’annullamento del fastidio provocato nelle zone dolenti, è il primo passo che si deve fare per una riabilitazione completa;
  • allenamento della respirazione, con esercizi mirati per il corretto funzionamento dei muscoli intercostali e del diaframma, che sono alla base di qualsiasi attività motoria;
  • rieducazione alla gestione di alcuni movimenti, come la deglutizione o la contrazione dello sfintere vescicale;
  • terapia occupazionale, detta anche della vita di tutti i giorni, aiuta il paziente a essere autonomo nelle attività quotidiane;
  • massaggi per riattivare la mobilità dei muscoli quando c’è l’impossibilità di muovere gli arti e il corpo, questi possono essere affiancati anche da una terapia strumentale.

Le ultime scoperte nel campo della ricerca

Vista la grande incidenza delle malattie neurologiche sono molti gli studiosi che dedicano a questi argomenti ricerche universitarie, volte, soprattutto, a scoprire con certezza le loro cause scatenanti.

In parallelo si lavora per trovare una possibile cura farmacologica che porti alla sintesi di nuovi farmaci in grado di migliorare la vita dei pazienti e ritardarne la morte. 

Le nuove tecnologie hanno permesso di fare molti passi avanti perché danno la possibilità di fare un’analisi più approfondita della mente umana e di elaborare un numero massiccio di dati.

C’è la possibilità di fornire a ogni paziente un dispositivo di autoanalisi che, analizzando il sangue o altri fluidi corporei, riesce a valutare lo stadio della malattia e la salute del soggetto, decidendo in modo ottimale la dose dei farmaci da somministrare di volta in volta. 

Un’altra indicazione che danno i ricercatori è quella di fare una diagnosi precoce questo dà maggior spazio di manovra ai medici che possono prevenire il danneggiamento di alcune strutture fondamentali che normalmente si degradano al progredire della malattia. In questo modo si può dare al paziente una migliore aspettativa di vita.

Quindi è fondamentale chiedere un parere neurologico non appena si presenti qualche sintomo di quelli descritti in un capitolo precedente in modo cronico, cioè per diversi mesi. 

Fonti
[1]https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/i-nostri-ricercatori/a-caccia-delle-cause-genetiche-dellepilessia
[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5088077/
[3] https://www.nia.nih.gov/health/what-causes-alzheimers-disease
[4]https://www.cancer.org/cancer/brain-spinal-cord-tumors-adults/detection-diagnosis-staging/how-diagnosed.html
[5]https://www.wired.it/scienza/biotech/2018/11/14/hi-tech-ricerca-malattie-neurologiche/?refresh_ce=
[6]https://www.lastampa.it/salute/2019/02/14/news/malattie-neurologiche-il-tempismo-e-il-principale-alleato-1.36577028?refresh_ce

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