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La terapia del dolore, quando e come può esserci di aiuto

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Per molte persone, in tutto il mondo, il dolore, fisico e psichico, è una grande fonte di sofferenza e invalidità. Ecco perché esiste una branca della medicina, chiamata algologia o terapia del dolore, che ha come unico scopo quello di lenire, e dove possibile rimuovere, la sensazione di dolore. Il dolore spesso causa disabilità, fisica e emotiva. Può essere acuto, e svanire quindi naturalmente col tempo, oppure cronico. Il dolore cronico accompagna la persona per un lungo intervallo di tempo, a volta la vita intera. Se consideriamo che nel mondo le persone affette da dolori cronici sono oltre 80 milioni, possiamo renderci conto di quanto sia un grave problema e dell’importanza della terapia del dolore. La terapia è un valido aiuto nel trattamento di patologie osse, reumatiche, oncologiche e altre ancora. Vediamo ora nello specifico cosa è, come funziona e a chi rivolgersi.

La terapia del dolore, anche chiamata algologia (dal greco antico algos, dolore), consiste in un approccio terapeutico che mira a lenire o curare il sintomo del dolore.

Il dolore è forse l’aspetto più drammatico di una patologia, dolore acuto oppure cronico. Il dolore, sia fisico sia psichico, rende il paziente inabile, spesso incapacitato a svolgere le proprie azioni.

Una grande applicazione della terapia del dolore sono i malati oncologici, dove, anche nei casi più gravi, è importante tenere sotto controllo la sensazione del dolore, almeno entro limiti sopportabili. Altri campi di applicazione dell’algologia è la fase post-operatoria, la traumatologia, la neurologia (in particolare cefalee e nevralgie), e anche in contesti meno gravi come l’ortopedia e la medicina generale.

Possiamo dire che la terapia del dolore viene somministrata in caso di dolore cronico e persistente, qualunque sia la causa.

La terapia del dolore può essere un valido supporto nella riabilitazione di malattie neurologiche. Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo.

Cosa è il dolore?

Per capire meglio cosa è la terapia del dolore, soffermiamoci un attimo a definire cosa è il dolore. Il dolore è un fenomeno davvero complesso, difficilmente semplificabile.

Tutti noi abbiamo a che fare con la sensazione di dolore, piccolo o grande, e in realtà se così non fosse sarebbe un grave problema. Se non provassimo la sensazione di dolore andremmo incontro a lesioni, ustioni, fratture, senza neppure accorgercene.

La funzione del dolore serve al corpo per segnalare la presenza di una alterazione o di una lesione nell’organismo. Intendiamolo quindi come un “campanello d’allarme” che ci dice quando fermarci.

Quando però la sensazione di dolore dura nel tempo e non si risolve da sola, diventa, più che un allarme, una vera e propria malattia.

La valutazione del dolore

Il mondo scientifico ha sempre cercato di valutare il dolore in maniera oggettivo, in poche parole stabilire quanto sia intenso. Ricordiamo che il dolore è sempre una sensazione soggettiva, legata alla sensibilità personale e alla condizione psichica del paziente. Lo stesso dolore accusato in un contesto di gioia può essere diverso se si verifica in una condizione di stress o disagio psicologico.

Ovviamente, siccome è una sensazione soggettiva, l’unico modo per valutare il dolore è che il paziente lo descriva; e che quindi sia in grado di parlare.

Nella storia medica sono state elaborate numerose scale di misurazione del dolore, unidimensionali, quando tengono conto unicamente dell’intensità del dolore, e multidimensionali, che tengono conto anche del contesto psicologico, affettivo e ambientale. Per la loro complessità le scale multisensoriali non sono molto usate nella pratica medica.

Il dolore, secondo la scala unidimensionale, viene descritto dal paziente in una scala che va da 1 a 10, in modo crescente. Lo zero rappresenta una condizione di dolore assente, il dieci è il massimo dolore, considerato insopportabile.

La terapia del dolore nella Storia

Lenire il dolore è sempre stato un grande obiettivo dell’essere umano, sin dall’antichità. Abbiamo fonti del VI millennio a.C in cui si descrive come curare il dolore causato da una cefalea. I primi dettagli di cura del dolore provengono addirittura dalle antiche civiltà della mezzaluna fertile. Nei secoli si continuarono ad utilizzare salassi, incisioni, o addirittura sacrifici umani e riti religiosi per curare il dolore.

In tempi più recenti, circa nel XVIII secolo, si iniziarono a scoprire le proprietà analgesiche di alcune sostanze. Le proprietà dell’etere, del protossido d’azoto, aprirono la strada alla moderna anestesia.

Il padre della moderna terapia del dolore è John Bonica, medico siciliano del Novecento. La scoperta della terapia del dolore fu dettata da un’esigenza personale. Era infatti un wrestler professionista, e in seguito agli allenamenti e agli scontri, aveva bisogno continuamente di lenire il dolore causato da traumi e fratture. Questa esigenza lo portò a iniziare uno studio medico sul dolore, sulle sindromi correlate e al suo trattamento. Nel 1950 pubblicò uno studio dal titolo “The management of Pain – Il trattamento del Dolore”, considerato l’origine della disciplina.

Come viene trattato il dolore

Il dolore viene trattato oggi principalmente con la terapia farmacolofica. Sono utilizzati analgesici di vario tipo, oppiacei e non oppiacei, antidepressivi, anticonvulsivanti.

Quando la sensazione di dolore non è così intensa, può essere utilizzata anche la terapia non farmacologica, ma fisioterapia, trattamenti riabilitativi, e trattamenti termici (applicazioni caldo-freddo).

Sono molto utilizzati, per dolori locali e non gravi, gli anestetici locali, con meno controindicazioni rispetto altri farmaci.

Storicamente il medico che si occupa del trattamento del dolore è l’anestesista, specializzato nello studio della trasmissione del dolore nel sistema nervoso. Sempre di più oggi ogni specialista medico pratica la terapia del dolore.

Nel 2010 il Parlamento italiano ha legiferato sul tema della terapia del dolore, affermando il diritto di cura del dolore per ogni individuo, indipendentemente dall’età e dalla patologia.

Le cure palliative

Nei casi in cui il regredire della malattia non è più possibile, nei casi senza speranza di guarigione, la terapia del dolore si utilizza per alleggerire il carico di dolore del paziente. Purtroppo a volte l’avanzare della malattia è inarrestabile e il corpo non risponde più a una terapia specifica. L’unica cosa che la medicina può fare, in questi casi, è dare sollievo al malato fino alla fine della sua vita.

Questo tipo di trattamento viene definito palliativo, in inglese Palliative Care. Le cure palliative fanno parte del settore della terapia del dolore, poiché non vanno ad intervenire sulla causa del male, ma solamente sui suoi effetti.

In questo aspetto estremo della terapia del dolore ci rendiamo conto dell’importanza di questa branca medica, poiché resta per le persone colpite da malattie inguaribili, una grande fonte di sollievo e beneficio.

In Italia si può accedere alle cure palliative sia a domicilio sia in strutture dedicate, come Hospice e Unità Ospedaliere di Cure Palliative, note anche come UOCP.

Fonti:

https://www.gvmnet.it/press-news/news-dalle-strutture/la-terapia-del-dolore-in-cosa-consiste-e-quando-s.aspx
https://www.pazienti.it/contenuti/burocrazia-sanitaria/terapia-del-dolore
https://www.fondazioneisal.it/valutazione-del-dolore/
http://www.ausl.fe.it/dedicato-a-1/cure-palliative/aree-tematiche/formazione/2009/ospedale-senza-dolore/slide%20scale%20valutazione%20dolore%20morena.pdf

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